STRUTTURA
Sistema climatico e raffreddamento
Il sistema climatico e di raffreddamento per garantire valori stabili di temperatura e umidità, deve essere perfettamente armonizzato in tutte le sue parti e avere una circolazione uniforme dell’aria, sia lungo le pareti laterali che sul piano carico del vano interno. Indipendentemente dalla quantità e dalle dimensioni del campione le condizioni climatiche devono sempre rimanere uniformi e, per questo motivo, l’omogeneità dei parametri all’interno della camera climatica è essenziale per la totalità dei campioni, soppratutto nei test di lunga durata che ottemperano alla BPL (Buona pratica di Laboratorio). L’omogeneità viene assicurata da un sistema di riscaldamento di precisione abbinato ad una refrigerazione a compressore con un dispositivo di sicurezza indipendente, che segnala eventuali danni tramite allarmi ottici ed acustici.
Umidificatore a vapore
Attraverso un perfetto sistema di deumidificazione e umidificazione dell’aria regolato da un microprocessore, la camera climatica garantisce alti standard di stabilità, precisione, tempo di reazione e recupero (dopo l’apertura della porta) e, i risultati dei test sono conformi alla direttiva internazionale FDA. L’umidificatore a vapore combinato con un sensore di umidità capacitivo è molto stabile e privo di deriva. L’umidificatore deve funzionare con acqua distillata a bassa conducibilità e, attraverso un addolcitore (Binder pure acqua) si collega all’acqua di rete o con taniche a bordo macchina, tramite un sistema di alimentazione Plug and Play, molto semplice da utilizzare, con possibilità di allacciamento idrico anche ad impianti interni di produzione dell’acqua.
Sistema di interfaccia utente
Le camere climatiche per test di stabilità Binder KBF e KMF, hanno un sistema di regolazione molto affidabile, assistito da un versatile display touch-screen per effettuare controlli in tempo reale su tutti i valori delle misurazioni effettuate e scaricarle immediatamente su una chiavetta USB. L’interfaccia di rete, permette inoltre di collegare la camera climatica in un network di monitoraggio di tutte le apparecchiature collegate e da tenere sotto controllo. Inoltre, la camera garantisce la veridicità delle misure, ottemperando alle specifiche FDA, BPL e GMP. Le camere climatiche Binder dispongono di un datalogger digitale che controlla i limiti di soglia preimpostati, e garantisce elevati standard di sicurezza durante tutto il processo.
Le camere climatiche per test di stabilità Binder KBF e KMF, hanno un sistema di regolazione molto affidabile, assistito da un versatile display touch-screen per effettuare controlli in tempo reale su tutti i valori delle misurazioni effettuate e scaricarle immediatamente su una chiavetta USB. L’interfaccia di rete, permette inoltre di collegare la camera climatica in un network di monitoraggio di tutte le apparecchiature collegate e da tenere sotto controllo. Inoltre, la camera garantisce la veridicità delle misure, ottemperando alle specifiche FDA, BPL e GMP. Le camere climatiche Binder dispongono di un datalogger digitale che controlla i limiti di soglia preimpostati, e garantisce elevati standard di sicurezza durante tutto il processo.
Prove di stabilità
Al momento abbiamo descritto in linea generale e sintetica quali parametri entrano in gioco nei test di stabilità sui materiali. Entrando un po’ più nel dettaglio, vi ricordiamo che per per poter validare e utilizzare i risultati del test di stabilità bisogna garantire umidità e temperatura costante durante tutto il ciclo di lavoro. Siccome anche le influenze esterne possono falsare il risultato, per poter garantire dei cicli di test ripetibili ed affidabili sono state determinate delle prove di stabilità che si suddividono in 4 moduli: Test di lunga durata, prova di stabilità on-going, prove di durata accelerata e prove di fatica.
Test di lunga durata
Procedura per l’osservazione dei farmaci in condizioni reali. I prodotti e/o campioni sono testati a stabiliti valori di temperatura e umidità relativa. I principi attivi, dei farmaci, sono testati durante lo staccaggio all’interno della camera climatica. In base al campione da analizzare, il test ha una durata prestabilita e talvolta può durare anche alcuni anni.
Prove di stabilità on-going
Con questa procedura si verifica che il campione sia in grado di mantenere la qualità anche oltre la data di scadenza. Le linee guida vengono fornite da GMP, e richiedono un’analisi ininterrotta del campione che si trova già sul mercato. Questo test di stabilità sui campioni, garantisce che la qualità del farmaco non venga meno dopo la sua commercializzazione.
Prove di durata accelerata
Con questa procedura si simula l’invecchiamento in dei farmaci, con intervalli di tempo abbreviati. Durante il test d’invecchiamento accelerati, i farmaci ed i campioni vengono esposti a temperature più elevate rispetto e quelle standard. In questo modo, dopo un periodo molto breve, per esempio di sole 6 settimane di test, si può simulare il comportamento che il campione avrebbe in condizioni normali dopo un anno.
Prove di fatica
Questa è una prova di stabilità, effettuata in condizioni estreme, per esempio di 60°C e 60% di umidità relativa. La prova viene solitamente eseguita nelle fasi iniziali dei test di stabilità del principio attivo del farmaco, per decidere preventivamente il metodo di lavoro e lo studio più appropriato. Nonostante il test di fatica sui farmaci sia descritto rigorosamente nella direttiva ICH Q1A, non tutte le camere climatiche possono effettuare prove di fatica. Le Binder Serie KBF sono adatte per tutti questi test.
Prove di stabilità
Settori e applicazioni
Industria Farmaceutica

Per ottenere l’autorizzazione alla commercializzazione dei farmaci le aziende devono effettuare test e prove esaustive dei loro prodotti con le camere climatiche di stabilità.
Il test di stabilità avviene in uno specifico lasso di tempo, con parametri di simulazione predefiniti e determina la durata del farmaco. La simulazione è relativa allo stoccaggio dei farmaci ad una temperatura ambiente compresa tra 8°C e 25°C, al cui termine della prova l’analisi del farmaco dovrà confermare un contenuto almeno pari al 95% di principio per essere omologato.
Approfondimenti camere di stabilità
Caso specifico: Test di stabilità nella medicina d’urgenza
Nella medicina d’urgenza i farmaci vengono utilizzati in zone climatiche estreme, perciò le prove di stabilità con temperature ambiente non forniscono dati attendibili e/o sufficienti sulla durata del farmaco. In questo caso i farmaci dovranno avere il principio attivo “pieno” sia ad alte temperature, che a basse termperature, perciò, bisogna tenere in considerazione la indicazioni designate nel congresso Internazionale di Armonizzazione delle prove, dove è indicato che la prova regolare va integrata con prove di fatica. Le prove di fatica raggiungono temperature a +50°C, fredde ed oscillanti, e con esposizione UV. Solo effettuando una prova di fatica con queste caratteristiche è possibili simulare lo stoccaggio dei medicinali in condizioni outdoor. Ossidazione, idrolisi e decarbossilazione sono reazioni chimiche che contribuiscono al processo di deterioramento dei medicinali in condizioni climatiche o di luce estreme, grazie alle prove di fatica è possibile determinare se il farmaco è resistente o no in condizioni climatiche estreme. Binder in questo caso ha progettato varie camere climatiche, che in base al modello, ottemperano queste direttive, con prove di fatica complesso con dosaggio di luce preciso. Ricordiamo che lo studio dei medicinali, in condizioni climatiche estreme, è fondamentale nei settori: Turistici, Spedizioni, Esercito e organizzazioni umanitarie.
Prove di stabilità nel settore cosmetico
Vi sono alti standard di qualità per la produzione e la rivendita di preparati cosmetici, in questo settore è fondamentale la prova di stabilità del prodotto che consente di analizzare in modo preciso e di trarre conclusioni precise su fattori rilevanti per la salute del consumatore. Il test nella camera climatica adatta per stabilità avviene tramite parametri definiti quali: temperatura, umidità relativa e luce, il test determina il comportamento dell’ingrediente durante il periodo predefinito. Il risultato del test stabilisce la durata (non dannosa per il consumatore) e le indicazioni di stoccaggio. Per far si che il test affermi con esattezza se un prodotto e/o ingrediente conservi la qualità per tutto il periodo di validità bisogna effettuare studi costanti, con pianificazione precisa del test e vincoli di stoccaggio da precisare. Le condizioni climatiche variabili, i mercati di destinazione e le prove di stabilità vengono delineate dalle direttive ICH Q1A-Q1F.
Al contrario delle prove di stabilità non vi sono standard internazionali per il test di immagazzinamento, perciò, i parametri vengono definiti dal produttore per una valutazione precisa della qualità di aziende responsabili.
Esempio: Per le matite cosmetiche viene imposta una procedura di prova. La matita viene stoccata per oltre 12 settimane a temperature oscillanti comprese tra i 5°C e i 50°C, successivamente viene eseguito un test sulla mina della matita. Le prescrizioni GMP, delineate per il settore cosmetico, sono obbligatori e quindi vincolanti per i produttori, infatti, sono state definite tutte le fasi di lavorazione del processo di produzione di prodotti cosmetici.

Prove di stoccaggio, per preparati, nella camera climatica Binder per test di stabilità
Al contrario delle prove di stabilità non vi sono standard internazionali per il test di immagazzinamento, perciò, i parametri vengono definiti dal produttore per una valutazione precisa della qualità di aziende responsabili.
Esempio: Per le matite cosmetiche viene imposta una procedura di prova. La matita viene stoccata per oltre 12 settimane a temperature oscillanti comprese tra i 5°C e i 50°C, successivamente viene eseguito un test sulla mina della matita. Le prescrizioni GMP, delineate per il settore cosmetico, sono obbligatori e quindi vincolanti per i produttori, infatti, sono state definite tutte le fasi di lavorazione del processo di produzione di prodotti cosmetici.
Caso specifico Industria Cosmetica prove di stabilità in uso
Il test si focalizza sul consumatore dei prodotti cosmetici. Durante il test di stabilità in uso i campioni vengono aperti e prelevati determinate quantità, come avviene dal consumatore in modo consueto. In seguito al test di stabilità, vengono svolti studi chimici e microbiologici da cui risulta la durata in uso. Il test viene prescritto nella direttiva CPMP/QWP/2934/99 dall’EMEA.
Altri esempi applicativi
Industria alimentare

Solitamente nell’industria alimentare si passa da sostanze artificiali a sostanze naturali. I produttori di generi alimentari valutano la durata del prodotto in condizioni reali. Durante il processo, i produttori, trovano degli ostacoli, dovuti al continuo inserimento di prodotti nuovi e concorrenziali nel mercato. Vi è molta pressione temporale, per stare a passo con la concorrenza, perciò, spesso non è possibile testate la scadenza del prodotto in condizioni di tempo realistiche. A questo proposito sono stati delineate i test di durata accelerata, che vengono utilizzate come metodo indiretto per la misura della stabilità dell’alimento, sono meno complicati e dispendiosi rispetto ai test di stabilità a lunga durata. Con alcuni modelli di camere climatiche Binder è possibile testare generi alimentari, che vengono sottoposti a temperatura ed umidità diverse, con intervalli di tempo differenti. Gli alimenti, inoltre, vengono sottoposti a test di fotostabilità, nei quali viene misurata l’influenza della luce sull’alimento. Stabilità, tonalità e conservabilità, degli alimenti, devono essere esaminate in base ai comportamenti climatici specifici del paese.
Delaminazione

Negli ultimi anni, nell’industria automobilista, predomina sempre di più l’impego della sensibilità al tatto. Durante gli scorsi anni si è constatato in molti caso che le pellicole touch cedessero nei test sulle condizioni climatiche, e che si formassero bolle nella superficie di separazione. A tal proposito la soluzione indicazo è una sostanza adesiva alternativa, solitamente viene consigliato il plasma a pressione atmosferica. Le pellicole sono sottoposte a prove di fatica. Le prove di fatica simulano il comportamento a lungo termite del prodotto, in condizioni climatiche estreme. Viene testata l’aderenza delle piccole incollate, il test dura 100 ore a 85°C, con un umidità relativa dell’85%.